Come usare correttamente il punto, la virgola e il punto e virgola

L’uso dei segni di punteggiatura non prevede regole prestabilite ma il loro inserimento all’interno della frase non deve essere casuale. I segni di punteggiatura rispondono alla necessità di ordinare le ideee per importanza, ossia permettono di gerarchizzare il testo influendo sul ritmo narrativo, rendendo il testo chiaro, senza ambiguità nè contraddizioni.

Per esempio, a livello di significato, la frase «non sapevo come dirglielo, sinceramente» è ben diversa dalla frase «non sapevo come dirglielo sinceramente».  Conoscere l’uso dei segni di punteggiatura è la base per una comunicazione scritta efficace.

I segni di punteggiatura più importanti sono il punto, la virgola e il punto e virgola; meno utilizzati ma altrettando necessari per la comunicazione scritta sono i punti di sospensione e i due punti.

Il punto (.)

Si utiliza per segnalare una pausa lunga che sottolinea a sua volta il finale di una frase. Dopo il punto, salvo in caso di utilizzo nelle abbreviazioni, segue la lettera maiuscola.

Possiamo distinguere tra:

Punto fermo

Per le frasi all’interno dello stesso paragrafo. Dopo un punto si continua a scrivere seguendo la stessa linea e, nel caso in cui sia necessario andare a capo, si continua a scrivere senza lasciare margini e senza isolare la nuova parte di testo.

Punto e a capo

Separa due paragrafi distinti che sviluppano contenuti e idee differenti all’interno di una stessa linea di ragionamento.

Dopo il punto e a capo si dovrà quindi cambiare linea e cominciare a scrivere lasciando un margine o uno spazio sulla sinistra che preceda la prima lettera del nuovo paragrafo, per poi continuare a scrivere secondo i margini prestabiliti.

Quando trattiamo diversi aspetti di uno stesso argomento, la scelta tra punto e a capo o punto fermo è soggettiva.

Punto finale

È il punto che chiude il testo nella sua totalità.

Altri usi del punto:

  1. Dopo le abbreviazioni 

    Come regola generale il punto segue le abbreviazioni (esempio: ecc.). le eccezioni riguardano: i simboli degli elementi chimici, le unità di misula, i punti cardinali (Li per litio, kg per kilogrammo, N per Nord).Anche le abbreviazioni relative ai ricorsi formali, se precedono i nomi propri, richiedono il punto (per esempio Sig. Rossi).Le quantità non si scrivono in lettere se sono seguite da abbreviazioni (per esempio si preferisce “tre km” invece di “3km”).

  1. Nelle sigleNelle sigle si è abbandonato l’uso del punto tra una lettera e l’altra; per la scrittura delle sigle, il punto non intercala le lettere che le compongono (per esempio S.R.L è stato sostituito da SRL
  1. Nei numeriQuando si scrive un orario, il punto si utilizza per separare le ore dai minuti. In questo caso possono essere utilizzati anche i due punti (esempio, 12.20 h o 12:20 h). Si può utilizzare anche per dividere i numeri decimali dai numeri interi, anche se generalmente si preferisce l’uso della virgola (per esempio 25,50 o 25.50).

Nelle migliaia si tende a non utilizzare il punto nei seguenti casi:

  • Per separare le migliaia, i milioni,… le norme internazionali preferiscono separare le cifre in gruppi da tre. Esempio : 12 523 654.
  • Nella formula numérica degli anni. Esempio: 2010
  • Codici postali. Numeri di telefono
  • Numeri di leggi, decreti, articoli. Esempio: Decreto Legislativo 1510/2005

La virgola (,)

Rappresenta una pausa breve e serve per organizzare meglio la frase.

  • Si utilizza per separare periodi con lo stesso valore grammaticale. Possono utilizzarsi anche le congiunzioni. Esempio: aprire l’email, rispondere al messaggio, ricontrollare il testo del messaggio e inviare.
  • Per separare una lista di parole all’interno di una stessa frase. Nell’enumerazione, l’ultimo elemento va preceduto da una congiunzione (e, o, nè) la quale non è preceduta dalla virgola. Esempio: si dovrà portare foglio, matita e gomma.
  • Se l’enumerazione è generale e vengono scelti solo alcuni elementi rappresentativi, non si scrive la congiunzione prima dell’ultimo termine e, al suo posto, verrà collocata una virgola. L’enumerazione si chiude con eccetera, punti di sospensione o un punto fermo. La parola eccetera o la sua abbreviazione ecc. è separata dal resto dell’enunciato mediante una virgola, nel caso in cui sia necessario continuare la frase. Esempio: i fogli, le matite, i pennarelli, ecc., dovranno essere collocati ordinatamente.
  • I sostantivi usati come vocativi (quando ci si rivolge a un interlocutore) si scrivono seguiti da una virgola se collocati all’inizio del periodo; la virgola precede il nome nel caso in cui questo segua il periodo; il nome sarà collocato tra due virgole se collocato all’interno del periodo. Esempio: Maria, puoi svolgere il compito // puoi svolgere il compito, Maria. // puoi svolgere, Maria, il compito?
  • Nelle date riportate nei documenti o nelle lettere, la virgola va collocata tra il luogo e la data, o tra il giorno della settimana e il mese.
  • Le parole o frasi utilizzate come incisi e che interrompono la frase, sia per chiarire sia per allargare un discorso, si collocano tra due virgole. Esempio: una volta concesso il permesso, richiesto con una settimana di anticipo, si podrà considerare l’orario da recuperare. Le espressioni utilizzate per introdurre spiegazioni: cioè, vale a dire, ossia, viceversa, quindi.. si scrivono sempre tra due virgole. Per esempio: da quel momento, qundi, la negoziazione venne interrotta.

Punto e virgola (;)

Segnala una pausa più lunga rispetto alla virgola ma più corta rispetto al punto.

La prima parola che segue il punto e virgola va scritta sempre con la lettera minuscola. Il suo utilizzo è molto soggettivo, in quanto può essere sostituito sia dal punto fermo sia dalla virgola.

  • Si utilizza per separare due o più elementi che presentano la virgola al loro interno. Esempio: i pantaloni erano grigi; la camicia, bianca; le scarpe, nere; e la giacca, azzurra.
  • Possono precedere locuzioni avversative come: pertanto, perciò, ciò nonostante, di conseguenza, tuttavia,… se la frase è abbastanza lunga. Esempio: le vendite aumentarono durante tutto il trimestre; tuttavia, il bilancio non fu positivo.
  • Per separare periodi sintatticamente indipendenti ma che presentano una stretta relazione semantica. Esempio: dovremmo interrompere la produzione; non sono arrivate le sovvenzioni.

Punti di sospensione (…)

Danno un finale impreciso alla frase. Devono essere sempre tre e, nella maggior parte dei casi, si attaccano alla parola che li precede e sono seguiti da uno spazio, a meno che il carattere successivo non sia una parentesi di chiusura o un punto interrogativo. Quando sono alla fine di una frase, la frase successiva inizia con la lettera maiuscola.

  • I punti di sospensione si scrivono alla fine di un’enumerazione incompleta, quando si vuole esprimere un dubbio, per evitare di scrivere una parola ambigua e quando in una citazione si eliminano parole o frammenti di testo tra parentesi quadre o tonde.
  • Se i punti di sospensione si trovano alla fine dell’enunicato, non si aggiunge il punto fermo alla fine della frase.
  • Se i punti di sospensione seguono un’abbreviazione, si aggiunge un punto fermo in modo tale che risultino quattro punti in totale. Esempio: alcune tra le abbreviazioni più comuni sono: pag, num, cap….
  • I punti di sospensione si scrivono dopo il punto interrogativo o esclamativo se l’enunciato risulta completo (esempio: avranno terminato il lavoro?…) e davanti al punto interrogativo o esclamativo quando la frase è incompleta (Esempio: avranno portato le matite, i quaderni, la gomma…?)
  • I punti di sospensione e l’abbreviazione “ecc”, dal momento che nelle enumerazioni sono equivalenti, non devono convivere nella stessa frase.

I due punti (:)

Interrompono il discorso per dare importanza a ciò che segue. Dopo i due punti, la prima letta va scritta, generalmente, con la prima lettera minuscola; eccetto nelle seguenti situazioni: nell’intestazione di una lettera , quando si riporta una citazione di un testo, se sono seguiti da nomi propri e negli elenchi puntati.

  • I due punti si utilizzano come segno di divisione e si scrivono con uno spazio tra il dividendo e il divisore. Esempio: 12 : 2 = 6
  • Si scrivono i due punti nei testi giuridici e amministrativi, come decreti, certificati e si collocano dopo il verbo che sancisce l’obiettivo fondamentale del documento, il quale deve essere riportato in maiuscolo. La prima parola dopo il verbo si scrive in minuscola e in un paragrafo a parte. Esempio:DICHIARA:di aver pagato la quota…

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