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Promuovere attività ambientali o ambientalizzare qualsiasi attività?

Le attività di educazione ambientale costituiscono un’eccellente risorsa per lavorare sulla sensibilizzazione e su come modificare il comportamento nel momento in cui ci relazioniamo con l’ambiente. Tuttavia, non basta spiegare o insegnare i concetti ambientali o ecologici. È necessario integrare un cambiamento nei valori che ci permetta di ricoprire un ruolo attivo ed efficace di fronte alle nuove sfide che ci si presentano per bloccare i danni ambientali.

Anche se la maniera più frequente di educare i bambini al rispetto dell’ambiente è includere giochi, laboratori e attività che abbiano contenuti ambientali, non si ottengono costantemente dei risultati soddisfacenti perché non sempre a questi segue un’ecologizzazione. Ma cos’è l’ecologizzazione?

L’ecologizzazione può essere definita come l’impegno nei confronti dell’ambiente da parte di educatori, responsabili, docenti,…durante tutte le attività. Ma come ambientalizzare le attività e i metodi educativi?

La famosa regola delle tre R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare costituisce un buon metodo per ambientalizzare le attività e i metodi educativi:

Ridurre.

Niente deve essere utilizzato in maniera spropositata. È la regola più importante perché ha l’effetto più diretto e amplio nella riduzione dei danni ambientali.

Ridurre significa evitare che si produca spazzatura, comprando tutto con criterio, utilizzando i prodotti nel miglior modo possibile, evitando lo spreco di prodotti non necessari e di utilizzare i prodotti usa e getta,…

Si suddivide in due azioni fondamentali:

Comprare meno, riducendo l’utilizzo di energia, acqua, materie prime e chimiche utilizzate durante la produzione di prodotti in fabbrica. Vengono inoltre ridotte le emissioni prodotte dai trasporti e riduce al minimo la contaminazione provocata dai rifiuti e dal disfacimento degli stessi.

Utilizzare meno risorse: acqua, energia,… acquisendo nuove abitudini come scollegare gli elettrodomestici, usare l’acqua responsabilmente,…

Riutilizzare.

Significa ridare vita ad un prodotto fino a quando si butta via dato che la maggior parte dei beni può avere più di una vita. Per esempio, una bottiglia si può riutilizzare allo stesso scopo o usandola come portacandela o fioriera.

Riciclare.

È la R più conosciuta e rispettata dalla società in generale (“separare la spazzatura nei diversi contenitori”) ma la meno efficace a livello ambientale.  Si cerca di trarre il massimo da un materiale che ormai non serve più a niente (conosciuto come spazzatura) per trasformarlo in qualcosa di nuovo. Per esempio una scatola di cartone che può essere frantumata e trasformata in carta.

Ovviamente, per riciclare i materiali è necessario che questi abbiano delle qualità specifiche perché non tutti possono esserlo. Inoltre, riciclare non è un procedimento semplice: è un procedimento costoso e che richiede diversi mezzi.

Tutta la spazzatura che si produce nei centri educativi, ad eccezione di pannolini, tovaglioli, ecc… può essere riutilizzata e/o riciclata.

Oltre alla regola delle tre R conosciute a livello golobale, associazioni come Greenpeace  propongono altre tre R, arrivando quindi alla regola delle sei R:

  1. Ripensare alle nostre abitudini e allo stile di vita, soprattutto a quelle che pensiamo siano le nostre necessità.
  2. Ristrutturare il sistema economico per far sì che l’attenzione principale contempli i costi sociali e ambientali durante il calcolo finale dei prezzi dei beni di consumo.
  3. Ridistribuire, per permettere a tutti di avere acceso alle risorse.

Cosa credi che sia più importante, ambientalizzare o promuovere attività specifiche per il rispetto dell’ambiente?
Come credi che si possa includere la regola delle 3R all’interno dei metodi educativi?
E tu come le includi nella tua quotidianità?

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