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La divisione digitale, un’ulteriore difficoltà ai tempi del coronavirus

Secondo quanto afferma Save the Children “circa 1,2 miliardi di studenti, pari a quasi i tre quarti della popolazione studentesca del mondo, sono stati colpiti dalla misura di chiusura di scuole e università disposta da più di 120 paesi. Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus.” Uno di questi pesi è senza ombra di d’ubbio l’Italia. Al fine di mitigare il sovraccarico didattico dovuto alle tante settimane di assenza nelle aule e non abbandonare del tutto i programmi scolastici, i docenti e le scuole di tutta la penisola italiana hanno optato per una strategia d’emergenza, ovvero la didattica online tramite le nuove tecnologie.

Tuttavia, le famiglie economicamente meno agiate hanno difficoltà ad accedere a tali mezzi tecnologici , facendo sí che i loro figli siano maggiormente vulnerabili dal punto di vista educativo in questo allontamenamento forzato dalle classi dovuto al lockdown provocato dal coronavirus.

La divisione digitale nei contesti familiari più svantaggiati potrebbe, inoltre, aumentare esponenzialmente se associata alla mancanza di altri fattori fondamentali per mantenere attivo l’apprendimento a distanza, come ad esempio la gestione del tempo libero e dello stress, il dominio linguistico, la capacità di mantenere una routine, il tipo di formazione accademica dei genitori al fine di stimolare la sete di apprendimento, la curiosità o semplicemente  le loro capacità cognitive favorendo supporto educativo. Questi problemi potrebbero generare, nelle maggiori delle ipotesi,  sentimenti di frustrazione, stanchezza, impotenza o rassegnazione e al contempo provocare conflitti all’interno del nucleo familiare.

Secondo quanto ha affermato l’UNESCO, la riduzione delle ore scolastiche influisce notevolmente sul calo del rendimento scolastico. Per tale ragione, è  di estrema importanza che i genitori da casa, in questa circostanza del tutto eccezionale, rinforzino e stimolino l’apprendimento dei loro figli attraverso strategie  di compensazione. Un’attenzione speciale la cui complessità potrebbe essere ridotta se effettuata attraverso canali tecnologici, dal momento che si tratta di un supporto per i bambini molto interattivo e attraente , consentendo inoltre una comunicazione maggiormente fluida con gli insegnanti.

Tuttavia, non tutti gli studenti possiedono un computer, un tablet, accesso illimitato ad internet o uno smartphone con un volume di dati tale da poter continuare la propria formazione online. In tal senso, per ridurre gli effetti causati dall’innegabile divario digitare, alcuni docenti hanno proposto delle soluzioni come la distribuzione di laptop e tablet disponibili in commodato d’uso fra gli studenti più bisognosi, oppure la possibilità, da parte di alcune compagnie telefoniche, di offrire pacchetti di dati gratuiti per le linee mobili di queste famiglie.

Dopo l’appello lanciato al mondo tecnologico dal Ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, a una maggiore “solidarietà digitale”, incoraggiando così una riduzione dell’impatto sociale ed economico nelle aree colpite da restrizioni del COVID-19, molte sono state le risposte positive che hanno dato il via a sessioni di webinar gratuite,  accesso illimitato a costo zero a ebook e biblioteche digitali,  fruizione gratuita di piattaforme per la didattica digitale e molto altro ancora. È questo il caso dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani che, in accordo con il MIUR, ha messo a disposizione delle scuole la piattaforma “Treccani Scuola”, offrendo i suoi contenuti e gli strumenti della propria piattaforma per la didattica digitale.

Lo stesso Governo italiano ha stanziato dei fondi. Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, al fine di ovviare all’emergenza coronavirus sul frontre didattico ha firmato il nuovo decreto minsteriale “Cura Italia” standianzo 85 milioni di euro, di cui 70 milioni saranno destinati per far sì che  gli studenti  provenienti  da famiglie meno abbienti possano fruire della didattica a distanza tramite dispositivi digitali in commodato d’uso di maniera del tutto gratuita.

Il lockdown di milioni di studenti per diverse settimane potrebbe causare un disavanzo scolastico preoccupante, grave e difficile per i bambini e i ragazzi più svantaggiati. Un ulteriore ostacolo che si aggiunge alla difficile situazione che l’intera popolazione sta attraversando, notevolmente accentuata dal divario digitale e dalle differenze ormai sempre più accentuate fra le famiglie con redditi più alti e bassi nell’accesso alle nuove tecnologie, le stesse che al momento  possono compensare alla mancanza di formazione. In breve, il coronavirus e la sua gestione non incidono solo sulla salute, ma stanno anche aumentando le disuguaglianze a livello educativo.

 

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