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Giochi adattati per persone con disabilità visive

Una delle caratteristiche principali dei minori, con deficit visivi, partecipanti ad attività di ozio è la paura di spostarsi, poiché potrebbero sbattere, colpirsi, disorientarsi, ecc. soprattutto se si trovano in luoghi che non gli sono familiari. Hanno difficoltà nella percezione, nell’orientamento nello spazio e acquisizione delle abilità motorie basiche e hanno bisogno di supporto e apprendimento specifico per l’uso dei mezzi di comunicazione scritta (braille).

Il deficit visivo comporta difficoltà nella comprensione e nell’interiorizzazione dello schema corporale, a causa della difficoltà nell’assumenre modelli di riferimento, da ciò deriva l’importanza di far vivere al minore con problemi alla vista il maggior numero possibile di esperienze sensoriali, corporali e di farlo interagire con i propri coetanei. Si devono adottare strategie e criteri d’intervento che aiutino a superare il carattere passivo nelle esperienze attraverso una partecipazione attiva e l’uso di tecniche motivazionali e aiuti individualizzati.

I minori con disabilità visiva presentano nell’ambito affettivo la perdita di fiducia in se stessi e l’autostima  per cui è opportuno offrirgli la possibilità di poter svolgere attività che portino ad un successo sicuro e curare le nostre attività ed azioni per far sì che migliori anche la loro autofiducia.

A causa della mancanza di una quantità consistente ricezione di informazioni attraverso la vista, esiste la tendenza a chiudersi in se stessi per cercare il livello di stimolazione desiderati, per cui il minore che può apparire come passivo non significa necessariamente che lo sia. L’animatore dovrà tenere in conto questo fattore e, ad esempio, formare dei sottogruppi omogenei, offrendo un supporto continuo ed usando tecniche di motivazione-stimolazione come informazione dettagliata di situazioni sociali. Per quanto riguarda il feedback, bisogna aiutarli o riprenderli come a tutti gli altri tenendo in conto che gli sgurdi di approvazione, i sorrisi, i gesti di consenso devono essere accompagnati dal linguaggio, poiché il ragazzo con disabilità visiva è cosciente del fatto che l’animatore lo tiene in conto solo grazie al contatto fisico o verbale.

Per quanto riguarda gli adattamenti dei giochi per le disabilità visive:

  • Le strategie basiche per questo gruppo sono l’uso di adattamenti tattili e sonori come altrenative/supporti alle informazioni fornite dal canale visivo.
  • Per quanto riguarda lo spazio, dobbiamo assicurarci della sua sicurezza e per fare ciò è importante far familiarizzare il partecipante con lo spazio stesso e offrirgli risorse e adattamenti che incrementino la sua autonomia: luci, colori brillanti, suoni, tatti, segnalazioni dello spazio, punti di orientamento, ecc. È opportuno anche evitare il ruomore ambientale dato che questo disorienta molto nel caso di disabilità visiva e mantenere le porte completamente chiuse o aperte. I minori con disabilità visiva devo sapere fin dal principio cosa significa capacità visiva, come possono relazionarsi con i compagni, e promuovere l’ordine nel gruppo e avvisare quando viene fatto qualsiasi cambiamento nella disposizione dell’arredamento.
  • I colori sono un elemento di adattamento spaziale e materiale alle condizioni visive dei partecipanti, perciò si deve usare il colore che la persona con disabilità visive veda meglio messo a contrasto con il pavimento o con le pareti.
  • Per i giochi d’inseguimento, spostamento, ecc. usare pettorine colorate, se il partecipante con disabilità visiva deve essere accompagnato, possono essere utilizzate corde corte per unirlo al compagno. Normalmente a partire dai 10 anni si assegna al bambino con deficit visivi un compagno controllato dall’animatore per un tempo abbastanza prolungato (evitando le rotazioni giornaliere) e prima di questa età non è consigliabile affiancargli un coetaneo ma uno specialista.
  • Usare materiale dal tatto gradevole ed odori gradevoli, usare materiali adattati, ad esempio palloni sonori (si può adattare un pallone di gommapiuma facendo passare al suo interno un filo da pesca con un ago e legando ai due estremi dei campanellini).
  • Si possono aggiungere agli adattamenti anche gli odori, ad esempio un racconto o un’attività di burattini o teatro i personaggi cattivi possono essere impregnati di un odore sgradevole (zolfo o aglio) che li caratterizzi e li renda riconoscibili e quelli buoni con un profumo.
  • In generale, le interazioni comunicative richiedono una maggiore verbalizzazione per le descrizioni. Per rivolgersi a un partecipante con disabilità visiva, chiamarlo per nome e se possibile stabilire un leggero contatto con il braccio ed identificarsi il prima possibile affinché sappia che è la persona che parla. Per far conoscere ed identificare i propri compagni alla persona disabile, presentare ognuno degli individui, fargli sentire la voce, indicare quali sono le caratteristiche fisiche, ecc.
  • Usare parole come “vedere”, “guardare”, ecc. senza alcun tipo di problema, poichè le persone con disabilità visiva le usano in senso generale (percepire) e il loro uso è del tutto normale.
  • Bisogna tener presente che in mancanza della vista, i dati orali che forniremo ai partecipanti dovranno essere accuratamente selezionati per evitare un sovraccarico di informazioni da processare che possono mandare in tilt tutto il processo, ossia la capacità di raccogliere e immagazzinare i dati apportati nella memoria. Quando parliamo, manteniamo un tono di voce naturale: non gridiamo né usiamo un tono di voce paternalista o un trattamento differente rispetto a quello che riserviamo agli altri partecipanti.
  • Per aiutare negli spostamenti una persona con una vista limitata o cieca, la prima cosa da fare è chiedergli se ha bisogno di aiuto o se vuole che la accompagnamo, poiché nelle situazioni di autonomia questo può essere considerato un “abuso”.

Giochi per persone con disabilità visive:

Il bambino con deficit visivo inizia a giocare più tardi rispetto agli altri bambini, ma non necessariamente gioca meno e peggio.

Caratteristiche di gioco del minore non vedente

  • Tendenza a un gioco semplice e ripetitivo
  • Mancanza d’immaginazione
  • Poco interesse per gli oggetti
  • Difficoltà nella comprensione degli oggetti spaziali
  • Difficoltà nel gioco simbolico
  • Dipendenza dall’adulto

Giocattoli per bambini con disabilità visiva

Cosigli per la scelta

  • Che siano flessibili, realistici e facili da identificare al tatto
  • Che includano oggetti o complementi facili da manipolare
  • Che abbiano effetti sonori e che siano di diversi materiali
  • Che non includano molti pezzi piccoli o che ne permettano una comoda e rapida classificazione al tatto
  • Che siano di colori vivaci e contrastanti affinché i bambini con residui visivi possano distinguerli
  • Che siano compatti e che non si smontino facilmente

 Suggerimenti per realizzare degli adattamenti

  • Nei giochi con testo o istruzioni, tradurli con il sistema Braille o dotare di rilievo le illustrazioni o le indicazioni o registrare dei messaggi vocali che sostituiscano il testo scritto. Includere suoni, rilievi o diversi materiali che sostituiscano o siano d’appoggio al senso della vista
  • Nei giochi da tavolo, dotare di rilievi il tabellone e dotare le pedine di un sistema per cui possano reggersi in piedi (velcro, bordi in rilievo, ecc.) affinché non si muovano involontariamente
  • Nei giochi simbolici composti da vari pezzi potrebbe essere utile incollare i vari pezzi per evitare che si smontino

Esempi di giochi adattati per individui con disabilità visiva

  • SCACCHI: il tabellone è dotato di due profondità, per differenziare le caselle bianche dalle nere; inoltre i pezzi neri saranno dotati di un chiodino arrotondato sulla punta per essere distinti al tatto dai pezzi bianchi. Tutte le caselle sono dotate di un piccolo foro al centro che consente ai pezzi (dotati di un perno) di essere infilati e di stare perfettamente stabili quando toccati.
  • CARTE DA GIOCO: in cartoncino plastificato con scrittura braille in rilievo riportata sui quattro angoli di ogni carta. Si tratta di una innovativa scrittura braille trasparente indelebile e non punzonata. La scrittura riporta il numero e la lettera iniziale del seme (in italiano) della carta. Il mazzo di 40 carte italiane (piacentine o napoletane), confezionato in una scatola di cartoncino rigido, permette i principali giochi italiani: scopa, briscola, sette e mezzo, rubamazzetto, etc. Di seguito i nomi dei 4 semi: Spade, Coppe, Denari, Bastoni.
  • BINGO: i numeri delle cartelle sono scritti con colori a contrasto e in Braille. Nel punto in cui si trova il numero il materiale e il tatto sono differenti.

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