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Spesso, anche se queste sono due abilità ben distinte, confondiamo simpatia ed empatia. La simpatia consiste nell’essere gentili, nel trovare sempre qualcosa di positivo rispetto al problema di cui ci mette al corrente l’altra persona, cercare approvazione e ascoltare per poi rispondere.

La simpatia tende a minimizzare, non crea una connessione con la persona, non riconosce le emozioni e (sebbene si crede che questo sia il suo scopo) non aiuta l’altro. Spesso, il simpatico cerca di aiutare sminuendo quello che succede con “non è niente di che”, pensando di alleggerire la situazione…

Anche se la simpatia è necessaria, l’umore è imprescindbile. Difatti, attraverso questi è possibile stringere relazioni con gli altri, instaurare connessioni durature e autentiche. In situazioni in cui la persona sta scoprendo le sue emozioni, la simpatia smette di essere uno strumento utile, per cui è necesario saper vedere oltre.

Non si tratta più di cercare il lato positivo della situazione, di “piacere a qualcuno”, bensì di vedere il mondo con gli occhi dell’altra persona, per condividere e comprendere i suoi sentimenti, bisogni, preoccupazioni e stati emotivi.

Vediamolo con degli esempi:

Tra compagni di corso: “Non ho passato l’esame di matematica, quello che ho preparato studiando per tre mesi”

Un compagno di corso gli risponde: “Almeno hai superato l’esame di lingua che non ha passato un sacco di gente” o “Non preoccuparti, sicuramente l’esame per il recupero  sarà più semplice”,…

Un altro compagno di corso, di fronte allo stesso problema, rispondendo in maniera empatica, gli dice: “Mi dispiace davvero, soprattutto per i tuoi sforzi e per i soldi spesi. Se hai bisogno di appunti o di aiuto, sai già che puoi contare su di me”. Dopo essersi espresso, si limita ad ascoltare il suo amico, senza necessariamente provare a risolvere il suo problema, dargli consigli o provare a tirarlo su raccontando che può succedere a tutti, ecc. Si preoccupa solo di comprenderlo empaticamente.

Quindi, cos’è l’empatia?

L’empatia è una competenza chiave dell’intelligenza emotiva quando si tratta di comunicare e stringere relazioni con gli altri. Si utilizza anche l’espressione “mettersi nei panni degli altri”.

“Tre quarti delle sofferenze e dei fraintendimenti del mondo sparirebbero se le persone si mettessero nei panni dei propri avversari e capissero il loro punto di vista”.

Mahatma Gandhi         

Per poter comprendere i sentimenti degli altri e stringere relazioni con loro, è necessario iniziare ad apprendere e comprendere se stessi, riconoscendo le proprie necessità e desideri, quali cose, persone o situazioni provocano determinati sentimenti, quali pensieri provocano determinate emozioni, in quale modo influiscono e quali sono le conseguenze.

Di conseguenza, l’empatia risulta essere composta da numerose abilità come l’interpretazione delle espressioni non verbali dei sentimenti, immaginare quello che sentirebbe un’altra persona nella stessa situazione e la consapevolezza che non tutte le persone sentono lo stesso in situazioni simili.

Inoltre, per dimostrarsi empatici è necesario evitare i pregiudizi, convinzioni e valori che impediscano di comprendere il punto di vista dell’altro, dalla sua prospettiva. Le persone che possiedono questa capacità hanno un’eccezionale abilità di ascolto attivo, di osservazione di segnali non verbali o degli stati emotivi delle persone che li circondano.

L’empatia è conosciuta grazie ai neuroni specchio che si attivano quando una persona percepisce un determinato movimiento dell’altro e realizza un’azione simile. Grazie a questi si spiega sia l’imitazione, sia l’empatia e sono responsabili per esempio della trasmissione degli sbadigli o del sentirsi spaventati quando qualcuno è nei guai.

Si distinguono due forme di empatía:

  • Empatía affettiva o emotiva: capacità di rispondere con sentimento agli stati mentali degli altri. Ciò significa che quando una persona vive un’emozione, l’altra può sentirla allo stesso modo solo avendola vista, nonostante la situazione non la riguardi direttamente.

Per esempio, quando si vede piangere un amico per un lutto in famiglia, la tristezza diventa contagiosa e fa piangere.

  • Empatia cognitiva: capacità di comprendere il punto di vista o lo stato d’animo dell’altro a partire dai suoi segnali, da quello che pensa o prova. Quando cioé qualcuno comprende con facilità quello che succede all’altro e come si sente, anche se non lo sta provando.

Per esempio, si incontra un amico che ha litigato con la sua ragazza ed è molto arrabbiato e l’altro, pur non essendo arrabbiato, comprende quello che sente.

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