WeCreativez WhatsApp Support
Our customer support team is here to answer your questions. Ask us anything!
Hi, how can I help?
Coaching Nutrizionale

Coaching Nutrizionale per la perdita di peso

Per secoli il sovrappeso e l’obesità sono stati considerati un simbolo di buona salute e prosperità. Attualmente rappresenta un grave problema di salute modiale. Il coaching nutrizionale per la perdita di peso è un processo di consulenza o guida personalizzato che richiede un adattamento ad ogni cliente, in modo tale che sia possibile modellarlo alla sua realtà e ai suoi obiettivi.

L’obesità è una situazione caratterizzata da un eccesso di grasso e un indice di massa corporea superiore a 25, ciò perché l’apporto energetico supera il cosumo energetico. Come conseguenza dell’obesità si possono produrre diverse complicazioni come l’ipertensione arteriale, il diabete, le malattie coronariche, alcuni tipi di cancro e disturbi psicologici.

La causa principale del sovrappeso e dell’obesità

La causa principale del sovrappeso e dell’obesità è lo squilibrio energetico tra calorie assunte e consumate dal momento cha attualmente la nostra società è caratterizzata per un aumento dell’assunzione di alimenti ipercalorici (ricchi di grassi, sale e zuccheri) e una diminuziuone dell’attività fisica come risultato della natura sempre più sedentaria di molte forme di lavoro, dei nuovi modi di spostamento e delle nuove forme di ozio passivo.

Se a livello generale queste possono essere le cause, a livello individuale l’obesità ha un carattere multifattoriale: cause genetiche, neuro-endocrino-metaboliche, ambientali, psicologiche,… e si possono differenziare due tipi di obesità:

  • L’obesità endogena, che ha a che fare con alterazioni metaboliche, normalmente endocrine
  • L’obesità esogena, che è dovuta ad un’alimentazione eccessiva.

Quest’ultima, quella determinata da abitudini alimentari, è quella che è cresciuta maggiormente anche a causa di fattori sociali che favoriscono questo tipo di obesità o sovrappeso (quelli propri dello stile di vita attuale che rendono difficile realizzare pasti in modo “casereccio” e spinge a ricorrere ad alimenti in lattina, conserve, ecc invece di cucinare alimenti freschi), oltre ad altre ragioni che possono essere relazionate più con l’ambito personale, ad esempio, stili educativi che danno priorità al soddisfacimento immediato, con il rifiuto di qualsiasi frustrazione e la continua domanda di piacere.

Tanto dal punto di vista degli esperti quanto dal punto di vista quotidiano l’obesità e il sovrappeso sono considerati fenomeni ricorrenti dal momento che le ricadute in genere sono molto frequenti poiché questi problemi spesso vengono trattati con diete che non tengono in conto i fattori psicologici e le abitudini inadeguate soggiacenti.

Elementi chiave nei processi di Coaching Nutrizionale per la perdita di peso:

prima di passare a parlare degli elementi chiave nei processi di Coaching Nutrizionale per la perdita di peso, vi lasciamo il link ad un nostro post precedente enlace per ampliare e specificare l’obietivo di questa disciplina e le sue caratteristiche più importanti.

Una volta chiariti i concetti, gli elementi chiave di questa disciplina per la perdita di peso sono:

  • Obiettivo basico: perdita di peso e/o acquisizione di abitudini per condurre uno stile di vita salutare.
  • Necessità di motivazione verso il cambiamento. Riconoscimento dei successi.
  • Obiettivi individualizzati, realistici e pattuiti.

Considerazioni di base nei processi di Coaching Nutrizionale per la perdita di peso:

  • Un elemento chiave in tutto il processo di controllo del peso è la comprensione e la gestione dei pensieri e dei comportamenti che sono associati alla condotta alimentare. Questi possono interferire con la perdita di peso, essendo esattamente l’analisi dei pensieri e dei comportamenti, che determina l’alimentazione che si realizza nei processi di coaching nutrizionale, ciò che marca la differenza con altri processi di controllo del peso.

Pertanto, uno degli obiettivi base del processo di coaching sarà individuare i comportamenti e/o credenze che possono interferire con lo sforzo della persona per perdere peso; ad esempio, mangiare senza restrizioni dopo aver realizzato attività fisica, usare il cibo per far fronte allo stress, credere che sia irrinunciabile mangiare un dolce dopo i pasti, ecc.

Le diete spesso falliscono perché offrono una consulenza nutrizionale logica, come se l’unica cosa che ci impedisca di mangaire bene sia la mancanza di informazioni! Il coaching nutrizionale propone una ristrutturazione dell’ambiente per diminuire i comportamenti che portano ad assumere un’alimentazione inadeguata, oltre al monitoraggio continuo di questi comportamenti.

  • Le persone che decidono di realizzare un processo di coaching nutrizionale sono persone che, in linea generale, precedentemente hanno fallito con le diete e che hanno sperimentato un gran numero di ricadute. In qualsiasi processo di coaching sarà pertanto necessario tenere in conto questi aspetti per poter realizzare un intervento totalmente individualizzato.
  • Molte persone che presentano sovrappeso o obesità spesso si trovano di fronte a casi di etichettature, pregiudizi e discriminazioni. Nel caso del coaching nutrizionale si dovrà essere coscienti di questi pregiudizi per poter accettare incondizionatamente il cliente e comunicare con empatia e sensibilità.

Una delle strategie, che permettono al coach di ridurre gli atteggiamenti negativi che contribuiscono alla discriminazione del peso, è la conoscenza di se stessi, per cui può essere importante realizzare domande del tipo: sto considerando il carattere, l’intelligenza, il successo professionale, lo status di salute o il comportamento di una persona basandomi sul suo peso?

  • Certe parole o commenti usati per descrivere il peso comportano connotazioni offensive che possono portare a compromettere la realzione di fiducia necessaria nei processi di coaching. Pertanto, quando si inizia un processo di coaching si può chiedere direttamente alla persona che termini o espressioni preferisce usare per riferirirsi al suo peso o forma fisica. Ad esempio, ci sono persone che non si sentono offese se vengono chiamate “grasse” mentre altre evitano questo termine e preferiscono essere chiamate “sovrappeso”.

Per la maggior parte delle persone che iniziano un processo di coaching nutrizionale la cosa più importante è perdere peso e velocemente. L’unico conto che importa è quanti kg abbiamo perso e quanto tempo ci abbiamo messo. Tuttavia, durante il processo stesso di coaching si dovranno instaurare altri criteri di successo che non possono essere l’arrivo a un determinato peso ma devono coincidere con obiettivi come l’accettazione dell’immagine fisica, il cambiamento di abitudini alimentari e di attività fisica o l’aumento dell’autocontrollo emotivo.

Alcune tecniche basate sul Coaching Nutrizionale per la perdita di peso:

Tenendo in conto che il coaching è un processo di consulenza o guida personalizzato e che richiede un adattamento per ogni cliente che permetta di adattarsi alla sua realtà presente e ai suoi obiettivi, alcune delle strategie più comuni sono:

La registrazione dei comportamenti.

Empiricamente è stato indicato che le persone che realizzano un diaro, in cui appuntano quotidianamente tutti i pasti, hanno più successo nella perdita di peso. Nel diario si dovranno annotare oltre alle informazioni alimentari (che ha mangiato, quando e che stava facendo) anche aspetti più personali, come i pensieri e i sentimenti associati all’assunzione degli alimenti, che li aiuteranno a comprendere la condotta alimentare nell’insieme e a identificare le aree di cambio.

Il diario dell’alimentazione risulta fondamentale. Ciò è dovuto al fatto che generalmente i clienti con problemi di peso tendono a sottostimare la quantità di cibo ingerito realmente.

Allo stesso modo, l’analisi del diario permetterà di identificare i fattori associati ai pasti, ad esempio solitamente si associano certe esperienze o attività diarie a comportamenti alimentari che non rispondono alle reali necessità fisiologiche. Ad esempio, se normalmente si “spizzica” quando si guarda un film o si usa il computer, il cervello fa un’associazione Tv e/o computer e alimentazione che sarà necessario rompere attraverso l’eliminazione di queste abitudini.

L’allenarsi per eliminare le abitudini prevede diverse attività che comprendono l’aumento della coscienza dell’abitudine indesiderata, il monitoraggio (diario) dell’abitudine, l’allenamento al rilassamento e l’allenamento all’instaurazione della nuova abitudine, ad esempio bere molta acqua. L’auto-monitoraggio del comportamento alimentare ci permetterà anche di evitare l’esposizione a situazioni che favoriscano il mangiare in eccesso o rompere la dieta.

Un altro aspetto importante nella registrazione dei comportamenti sarà il livello delle attività, che comprendono non solo la quantità di esercizio che si realizza, ma anche il grado di attività durante il giorno. Si può realizzare in modo personale o, per esempio, attraverso un podometro per registrare il numero di passi giornalieri.

Oltre alla funzione di analisi, il registro ha un’importante funzione valutatrice del comportamento tanto per il coach nutrizionale quanto per il cliente. È stato provato che la semplice realizzazio-ne della registrazione migliora le abitudini alimentari, dal momento che la maggior parte delle volte non esiste una coscienza di ciò che si mangia, sottovalutando l’assunzione.

Le registrazioni devono essere controllate durante le sessioni per mantenere una motivazione adeguata. Come strategia è utile soprattutto nei primi due o tre mesi, sebbene in alcune occasioni si prolunghi per il primo anno (anche se non in modo rigoroso in base a registrazioni o incidenze critiche). L’analisi delle registrazioni a lungo termine permette di includere (rendere coscienti) quelle strategie che sono servite per l’eliminazione dello “spizzicamento” o per cambiare abitudini poco salutari, fatto che risulta di rinforzo per la nuova abitudine appresa.

Identificare e differenziare la fame emotiva/fame fisiologica.

Tanto in modo concreto in base all’analisi dell’auto-registrazione dei comportamenti alimentari quanto, in modo generale, in base all’informazione teorica offerta, si identificherà la fame emotiva o la fame fisiologica. L’obiettivo base è la pratica dell’”alimentazione cosciente”.

Fame emotiva Fame fisiologica
Si scatena per uno stimolo emotivo (tristezza, noia, ansia, ecc.) È il risultato di una necessità fisiologica
Si presenta all’improvviso Si presenta gradualmente
Deve essere soddisfatta immediatamente Si può sopportare
Genera sensi di colpa Non genera sentimenti negativi, è un impulso naturale
È probabile che l’assunzione di cibo si prolunghi oltre la sazietà moderata In genere l’ingerimento di cibi si ferma quando uno si sente soddisfatto

 

Una volta verificato che si tratta di fame emotiva è importante riconoscere le emozioni che ci sono dietro; è noia, stress, tristezza.. ? che ci permettano di creare alternative per l’alimentazione emotiva. Ad esempio, nel caso in cui la fame derivi dalla “noia” alcune alternative possono essere leggere, vedere una serie divertente,… o se deriva da “stress” rilassarsi con una infusione calda, accendere candele profumate, ascoltare una canzone che ci piace, colorare un mandala…

È necessario pensare anticipatamente le alternative al mangiare emotivo e averle pronte. Ad esempio, se sostituiamo il mangiare nei momenti di noia per la lettura amena, dovremo tenere a portata di mano un libro che ci motivi, poiché se il libro non ci piace lo stratagemma non funzionerà. Bisogna tenere in conto che una delle ragioni per cui il cibo è tanto ricorrente di fronte a fattori emotivi scatenanti è perchè si tratta di una soluzione di facile accesso.

 Praticare esercizi in piena coscienza.

Oltre a fare attenzione a se veramente si mangia per fame o se è fame emotiva, si possono praticare esercizi di piena coscienza (mindfulness) che oltre ad aumentare la conoscenza, fanno si che i pasti siano più gradevoli. Un cambiamento concreto nell’atteggiamento durante il pasto relazionato con la coscienza piena è mangiare e masticare lentamente (oltre a permettere che la sensazione di sazietà arrivi al cervello permette di godere di tutte le sensazioni derivanti dal cibo: vista, udito, olfatto, gusto).

Anche curare l’estetica del cibo e degli elementi accessori è una delle raccomandazioni più comuni in ogni tipo di dieta, inoltre non si deve provare un boccone di cibo prima di metterci seduti a tavola per poter dedicare tutta la nostra attenzione all’atto di mangiare, essendo pienamente coscienti di che e come mangiamo.

Per quanto riguarda le ricadute.

Le ricadute sono una fase normale (non eccezionale) in qualsiasi programma nutrizionale. Durante questa fase il cliente si demoralizza ma ogni volta che si presenta una regressione , più che considerarsi un errore, si deve considerare come un apprendimento potenziale che permetta di analizzare il ciclo della fame emotiva o qual è o quali sono gli stimoli associati alle ricadute.

Ad esempio se è dovuta al fatto che “non si avevavno a disposizione alimneti salutari e si è dovuto ricorrere a cibi pronti”, l’analisi della ricaduta ci permetterà di pianificare nuove azioni tendenti a questo proposito determinato, vale a dire, scegliere strategie adeguate a situazioni concrete.

Per mantenere il peso.

È risaputo che recuperare vari chili persi a seguito di una dieta brusca o breve è molto comune, ed è dovuto non solo a fattori psicologici ma anche a cambiamenti nelle funzioni ormonali che si producono in seguito a una restrizione calorica. Cosí realizzando una dieta estrema e riducendo considerevolmente la quantità di calorie, vengono influenzati i livelli di leptina e grelina, ormoni incaricati di regolare i meccanismi di sazietà e di fame. Diminuendo la leptina e aumentando la grelina per una brusca perdita di peso, non solo aumenta l’appetito ma rallenta anche il metabolismo. Per quanto riguarda i fattori che devono essere tenuti in conto durante il processo di coaching con l’obiettivo di raggiungere un mantenimento del peso conseguito mettiamo in evidenza l’individualizzazione della dieta, evitando di seguire un piano predeterminato che non permetta di tenere in conto le caratteristiche comportamentali del cliente. Si tratterà di diete che non comportino un cambiamento radicale nello stile di vita del cliente in modo tale che sia più facile mantenerle nel tempo.

Informazione nutrizionale.

Conoscere le caratteristiche nutritive degli alimenti e le basi di una buona nutrizione sono requisiti indispensabili dei processi di coaching nutrizionale. In questo modo per sviluppare i processi di cambiamento associati all’alimentazione e alla nutrizione ed avere successi si deve poter fare affidamento su informazioni sufficienti circa le condotte e i comportamenti, atteggiamenti, pratiche o abitudini relazionate con l’alimentazione oltre a identificare il livello di conoscenza riguardo ai consigli e alle proprietà nutritive degli alimenti in modo che si possano rinforzare quei fattori considerati positivi per l’obiettivo e chiarire dubbi o offrire informazioni riguardo a fattori erronei che si individuino.

Oltre a tutte queste tecniche e raccomandazioni, il Coaching Nutrizionale per la perdita di peso, favorisce il lavoro individuale, adattando  non solo l’alimentazione, ma soprattutto la situazione, eliminando o modificando gli elementi che portano la persona a intavolare un’alimentazione inadeguata, portandola così  ad avere problemi più seri di salute.

Ti invitiamo a lasciare il tuo commento, dal momento che ci piacerebbe conoscere la tua opinione su questo post. Non dimenticarti di commentare!

 

También puede interesarte…

2 Commenti. Nuovo commento

GIANFRANCO Amante
05/07/2018 5:44 pm

Mi piacerebbe sapere quando ci sarà il corso di Coaching nutrizionale

Rispondi
GIANFRANCO Amante
05/07/2018 5:45 pm

Mi piacerebbe sapere quando ci sarà il corso Coaching nutrizionale

Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserire un indirizzo email valido.

Menu